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Re Valdo e il Drago

Autore:
Peter Bently
Editore:
Il Castoro
Illustratore:
illustrazioni di Helen Oxenbury
Pagine:
32
Prezzo €:
13,50

La trama

Una grande scatola e un lenzuolo e, ancora, paletti, vecchi sacchi, mattoni un po' rotti, un piumino scucito, una bandiera: tutto può servire ai tre piccoli protagonisti per dar vita ad un magnifico pomeriggio di giochi. Occorre costruire un castello che difenda e protegga i tre protagonisti: Valdo il più grandicello, Teo e il piccolissimo Berto che, affascinato, li segue e li imita con il ciuccio perennemente in bocca e un pigiamino con relativo pannolone.

Insieme scacciano arditamente una folla di bruttissimi draghi e mostri. Poi, però, scendono le prime ombre della sera e Teo e Berto vengono presi da altrettanti giganti (altro non sono che i genitori) e portati a casa.

Resta il capo, l'indomito Valdo con in testa la sua corona di cartoncino giallo. Lui resiste e con sé ha anche una piccola torcia. Il vento soffia scuotendo gli alberi, un topino passeggia sul tetto del castello, la rana fa il suo verso e si sente il gufo, proprio sopra Valdo. Forse il peggio deve arrivare dato che si sentono passi pesanti che si avvicinano e il nostro piccolo protagonista abbassa cautamente il ponte levatoio (un semplice foglio di cartone da imballi e punta la pila nell'ombra. In quel momento lui rinuncerebbe volentieri ad essere re e chiama mamma e papà, mente la "cosa" avanza. In realtà sono proprio i suoi genitori che sono venuti a prenderlo per riportarlo a casa perché anche per gli eroi esiste l'ora del ritorno e, se hanno combattuto i draghi, hanno anche bisogno di un buon bagno caldo.

Perché leggerlo

Helen Hoxenbury è -ormai da alcuni decenni- una delle grandi illustratrici inglesi e fra i suoi tanti libri voglio almeno ricordare (e consigliare) lo splendido e vivissimo A caccia dell'orso, un libro perfetto per letture ad alta voce. Qui, inoltre, vi è un esplicito omaggio a Maurice Sendak e al suo assoluto capolavoro Nel paese dei mostri selvaggi. Già questo costituisce un indubbio elemento di interesse e di pregio perché rimanda alla lettura di un intramontabile classico.

I mostri squamosi e bavosi, pelosi e deformi che animano alcune pagine del libro non fanno in realtà paura e rimandano piuttosto -come ci ha insegnato giusto Sendak- a quel fervido passaggio che nei bambini continuamente avviene fra il mondo della realtà e quello della fantasia, dove ogni cosa può accadere. E questo mi appare come il maggior pregio dell'albo capace di rappresentare con limpida forza poetica il mondo magico dell'infanzia. Aggiungiamoci pure un controcanto sorridente nella figura di Berto, il piccino che non capisce fino in fondo quel che combinano gli altri ma li segue fiducioso ed estasiato. Su tutto, infine, il segno morbido e preciso della Hoxenbury che, in un efficace passaggio grafico-narrativo, alterna disegni in bianco e nero con colori delicati accompagnati da un tratteggio talvolta fitto e allusivo che rimanda anch'esso alla lezione di Sendak.

A cura di Walter Fochesato, esperto di letteratura per l'infanzia, Rivista Andersen, Accademia di Belle Arti di Macerata.

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