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Che rabbia

Autore:
Mireille d’Allancé
Editore:
Baba Libri
Illustratore:
Mireille d’Allancé
Pagine:
32
Prezzo €:
11,50
Target:
3-6 anni

La trama

Roberto ha passato una bruttissima giornata, e come se non bastasse il suo papà lo ha mandato in camera sua senza cena.

Roberto avverte una Cosa crescere dentro, la sente diventare sempre più grande e più incontenibile fino a quando.... Ecco che la Cosa esce da lui e si materializza: enorme, rossa e terribile.

In un attimo la stanza è messa in subbuglio, la coperta vola via, il comodino, la lampada, gli scaffali con tutti i libri vengono fatti a pezzi! Poi la Cosa si avvicina al baule dei giocattoli... è allora che Roberto grida «Aspetta, quello no!» e ripone piano la Cosa in una scatola... la rabbia è passata.

Perché leggerlo

Senza mai essere nominata, la rabbia viene indicata come «la Cosa», un essere enorme che nasce dall'urlo liberatorio che Roberto emette dopo essere stato spedito in camera sua dal padre e aver lasciato sbattere la porta dietro di sé.

La Cosa ruba la scena al protagonista finchè Roberto, che fino a quel momento era rimasto con la bocca pietrificata in un muto «ohhh», reagisce di fronte al "mostro" che, piano piano, inizia la sua trasformazione. Pur non avendo mai fatto davvero paura, forse a causa del segno morbido e senza spigoli con cui l'illustratrice ha scelto di definirlo, diventa sempre più piccolo.


Più Roberto si riprende il suo ruolo da protagonista, più la Cosa si fa minuscola.

Che cosa ti ha fatto, quel brutto bestione?, chiede Roberto infastidito riafferrando il suo camion preferito. E ancora, iniziando a prendersi cura delle sue cose, pronuncia frasi come non ti preoccupare, ti aggiusterò io oppure ti ha tutto sciupato, poverino.

Ridimensionata la propria rabbia, Roberto si riappropria della calma e, con estrema delicatezza, raccoglie il suo alter ego, oramai divenuto quasi invisibile, e lo ripone in una scatola blu.

L'espressione del viso si addolcisce, il bimbo abbozza un sorriso e, camioncino prediletto in mano, è pronto per tornare in cucina e chiedere al papà se è rimasto un po' di dolce (e, si badi bene, non certo se sono avanzati gli spinaci!).

Amato e odiato, Che rabbia! è uno dei testi più venduti nelle librerie italiane grazie al tam tam infinito di educatrici, insegnanti e genitori che lo consigliano come strumento di rielaborazione delle emozioni negative dei più piccoli.

Rinchiudere la rabbia in una scatola - azione a volte riprodotta metaforicamente a scuola dagli stessi insegnanti o a casa dalle famiglie - è la grande critica che i pedagogisti e gli psicologi dell'infanzia che non credono nella repressione degli stati d'animo rivolgono a questo testo. Testo di cui però riconoscono altri pregi, primi fra tutti la centralità data alla figura del padre e la fiducia riconosciuta ai bambini nel gestire autonomamente, senza l'intervento di un adulto, la paura della propria rabbia.

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