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Oh, come è bella Panama!

Autore:
Janosch,
Editore:
Kalandraka
Pagine:
50
Prezzo €:
15
Target:
3-6 anni

La trama

C'erano una volta un piccolo orso e una piccola tigre, vivevano laggiù, vicino al fiume. Là dove si vede salire il fumo, accanto al grosso albero. Avevano anche una barca. Abitavano in una confortevole casetta con il camino. -Stiamo proprio bene -diceva la piccola Tigre- perché abbiamo tutto ciò che desideriamo e non abbiamo paura di niente, perché siamo anche molto forti. Non è vero Orso?" -Certo -diceva il piccolo Orso- io sono forte come un orso e tu sei forte come una tigre, e questo ci basta. Il piccolo Orso andava tutti i giorni a pesca con la sua canna e la piccola Tigre andava nel bosco a raccogliere funghi".

Ecco, i due protagonisti vivono una vita serena, tranquilla, scandita dalle piccole cose quotidiane. Un giorno lui trova, trasportata dal fiume, una cassetta vuota con la scritta Panama. Conteneva banane e ne conserva ancora un lieve sentore. Per Orso la scritta diventa un sogno, una meta agognata e perciò, assieme a Tigre, decidono di partire. "Quando non si conosce la strada -disse il piccolo Orso-, per prima cosa ci vuole un segnale stradale. Perciò con la cassetta costruì un piccolo segnale stradale".

Camminano e camminano seguendo dapprima il corso del fiume. Incontrano un topo, una volpe, una mucca e chiedono dove si vada per Panama, ottenendo peraltro informazioni discordanti. Vengono sorpresi dalla pioggia e, in seguito, ospitati da un'altra coppia: un riccio ed una lepre, scoprendo la comodità di un morbido divano.

Per potersi orizzontare una cornacchia li fa arrampicare in cima ad un albero altissimo. Orso e Tigre in realtà non hanno fatto tanta strada e dal cocuzzolo della pianta scorgono la loro casetta, pensando che proprio quella sia la tanto agognata Panama. Scendono lungo il fiume, riparano un ponticello, ritrovano -senza riconoscerli- il cartello abbattuto che aveva realizzato Orso e la loro casa, un po' rovinata, nel frattempo, dal vento e dalla pioggia.

"Una casa, Orso. "Una casa bella, meravigliosamente bella, con il camino". "La casa più bella del mondo, Orso. Potremmo viverci noi". Ora sono di nuovo felici e, in più, dopo aver restaurato la casa si sono comprati un comodissimo divano.


Perché leggerlo

Janosch è uno dei grandi maestri dell'illustrazione internazionale e questo è il suo albo più famoso; pubblicato per la prima volta in Germania nel 1979.

Piccola storia di lieve, ineffabile dolcezza e tenera ironia quando l'autore alterna i dialoghi dei protagonisti a suoi rapidi commenti resi in un carattere di stampa diverso. L'incanto della vicenda nasce proprio dalla pluralità delle possibili interpretazioni. Abbiamo, sembra dirci Janosch, la felicità a portata di mano e facciamo fatica a comprenderlo o, come per Tigre e Orso, lo capiamo dopo, allorché torniamo sui nostri passi. E, ancora, l'amicizia, l'accoglienza, trovata presso la lepre e il riccio, la solidarietà, l'amore. Aggiungo il gusto o, ancor meglio, la necessità, il bisogno del mettersi in viaggio, di avere una meta da raggiungere (forse), l'urgenza improvvisa di scoprire nuovi orizzonti; senza dimenticare -elemento così importante per un bambino- la reiterata dichiarazione del sentirsi forte, del non aver paura. Su tutto la perfetta, simbiosi che si crea fra il testo e le figure. Vivacissimi disegni creati con tratto vivace e sicuro e piglio sornione e ridente. Un tratteggio insistito capace di creare ombre e minute sorprese, piccoli contrasti e incantevoli aperture di paesaggio, il tutto con arioso brio e vivida eleganza.

A cura di Walter Fochesato, esperto di letteratura per l'infanzia, Rivista Andersen, Accademia di Belle Arti di Macerata.

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