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Luna e la camera blu

Autore:
Magdalena Guirao Jullien
Editore:
Babalibri
Illustratore:
Christine Davenier
Pagine:
40
Target:
3-6 anni

La trama

"Luna è una bambina molto timida, che parla poco e osserva tutto. Luna ama la calma. Luna ama la tranquillità. Luna ama stare sola nella sua camera e non si annoia mai. Durante la ricreazione, Luna ama sognare guardando gli altri bambini che giocano. La direttrice si preoccupa vedendo Luna da sola sulla panchina; ne parla con la maestra… e tatatì e tatatà tutta la scuola s'immischia."

Una situazione comune a molti bambini e che spesso viene mal capita e vista con inutile e dannosa preoccupazione. A comprendere veramente Luna, per fortuna, c'è la nonna che spesso l'attende a casa, una volta uscita da scuola. Lei sa comprendere fino in fondo la nipotina. Chissà magari un giorno, in gioventù, anche lei era stata una bimba e poi una fanciulla un po' chiusa ma dalla forte vita immaginativa. E mi piace pensare che la camera blu dove Luna trova rifugio e occasione di gioco, sia stata proprio la sua stanza.

Una stanza silenziosa e soffusa, interamente ricoperta di una tappezzeria di gusto rococò popolata di decine e decine di svelte figurette e di imbarcazioni, ponti, pescatori, rovine classiche, galeoni, torre sbreccate, fari, rupi, carri e quant'altro.

Luna quindi entra nella tappezzeria, in un mondo altro, dove subito ritrova il suo amico Cane Rosso. Insieme a lui, partono per un viaggio reso vivo e vivido dalla matita, rossa anch'essa, che traccia percorsi e aggiunge fiori, gatti e note al paesaggio della carta da parati. Poi, quando è l'ora della merenda Luna e la nonna: "Si siedono sul vecchio dondolo e mangiano biscotti guardando il cielo. "Hai visto quella nuvola, principessa? Sembra un cagnolino su una barca…"

Perché leggerlo

Il libro riprende un tema ben presente nella letteratura per l'infanzia: da un grande classico come Alice attraverso lo specchio di Lewis Carroll a Il viaggio incantato, un delizioso romanzo del 1933, scritto da Annie Vivanti. Qui Tina e Bobby entrano in un quadro appeso in salotto, ribellandosi così ad una vita fatta di convenzioni e divieti. Scoprendo una realtà diversa fatta di colori e avventure. Né andrà dimenticato il fervido fantasticare del piccolo protagonista nell'autobiografico Giorni di sogno di Kenneth Grahame.

Una piccola storia, limpida e profonda, un elogio vero e delicato di grandi sentimenti, una riflessione pacata attorno alla lentezza, all'ozio, a quella che sembra noia ma è invece ricchezza interiore. Un dono che sempre più spesso viene negato, parcellizzando in modo compulsivo le giornate dei bambini, costretti a seguire e inseguire attività sportive, corsi musicali e altre amenità.

Certo Luna viene considerata timida ma, più che altro, ama l'arte preziosa e indispensabile dell'evasione fantastica, del sogno ad occhi aperti. Opportunamente, infatti, quando inizia il racconto del suo viaggio il testo viene scritto in corsivo. Squisite e briose le veloci ed eleganti tavole della Davenier che giocano, in preziosa continuità, con il testo ampliandone gli esiti e sottolineando il dato fantastico di un viaggio in un mondo parallelo.

A cura di Walter Fochesato, esperto di letteratura per l'infanzia, Rivista Andersen, Accademia di Belle Arti di Macerata.

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