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Il mostro peloso

Autore:
Henriette Bichonnier
Editore:
Emme Edizioni
Illustratore:
illustrazioni di Pef
Pagine:
42
Prezzo €:
13,90
Target:
3-6 anni

La trama

"Nel bel mezzo di una foresta fitta fitta, in una caverna umida e buia, viveva un mostro peloso. Era assolutamente ripugnante: la sua testa era enorme, e da essa uscivano direttamente due piedini piccolissimi. Per questo motivo non riusciva quasi a camminare, e ne se ne stava sempre nella sua caverna". Inizia così uno degli albi illustrati più noti e più fortunati degli ultimi decenni, un vero e proprio, irresistibile long-seller. Proprio orripilante questo mostro che ha inoltre "peli dappertutto: sul naso, sui piedi, sulla schiena, sui denti, sugli occhi, e anche in altri posti". Cattivissimo, costretto a cibarsi di topi, il suo sogno sarebbe quello di mangiarsi un essere umano. Un giorno però riesce ad acchiappare con le sue sottili e lunghissime braccia un re, amante della caccia, che passava di lì. Se lo sta già per pappare quando quest'ultimo li suggerisce che sgranocchiare un bambino ("morbido e cicciottello") sarebbe stato sicuramente meglio. Il mostro decide allora di salvare la vita del re (un piccoletto dall'aria prepotente e un poco stolida), ma questi in cambio dovrà procurargli il primo bambino che incontra. Spera, in questo modo, di farla franca ma la corda che il mostro gli lega ad una gamba si rivela indistruttibile. La situazione rischia di farsi tragica allorché la prima giovane creatura che il sovrano incontra sulla propria strada è proprio sua figlia Lucilla, "scappata dal castello per andare a comprare dei lecca-lecca". Ma quest'ultima non sembra per nulla preoccupata e accetta di buon grado di presentarsi davanti al mostro. Qui la storia conosce una svolta e diventa via via più incalzante e divertente fino ad un finale a sorpresa di cui ovviamente tacerò. Dirò che Lucilla riesce a far andare su tutte le furie l'orrida creatura spiazzandolo, parlando in rima e facendolo sempre più infuriare. Anche perché ha capito che l'anello debole della bestiaccia sono proprio i peli (-Ora basta, facciamola finita! - Peli sulle dita. -Smettila, cosa credi? - Peli sui piedi. - Io li mangio, i marmocchi! - Peli sugli occhi".

Perché leggerlo

Come accennavo poco sopra il libro ha conosciuto e conosce tuttora un grande successo e, giusto in occasione dei trent'anni dalla prima edizione italiana, nella vivacissima traduzione di Giulio Lughi, al gruppo editoriale E.Elle hanno deciso di ripresentarlo in gran formato e con due brevi note introduttive degli autori e alcuni degli schizzi originali. Il mostro peloso è perfetto per essere letto ad alta voce. Lo sfacciato e gioioso anticonformismo della piccola Lucilla, il suo ribattere alle minacce del mostro con una tranquilla irrisione coinvolgono gli ascoltatori fin dalle prime battute. Non è poi difficile farli facendoli ridire di gusto e portarli da subito ad imitare le movenze e le impertinenze della coraggiosa protagonista, capace di prendersi le sue brave rivincite verso un mondo degli adulti abitato da orribili bestiacce e padri a dir poco inadeguati. Poi ovviamente ci sono gli splendidi disegni di Pef, uno dei maestri dell'illustrazione francese. Irridente e scanzonato, calca talora volutamente la mano e soprattutto stabilisce con il testo un rapporto fittissimo fatto di piccole sottolineature, di inaspettate invenzioni, di deliziosi anacronismi. Un segno intenso e nervoso, grottesco e limpido al tempo stesso. Né sono da dimenticare, a proposito del tema della corda legata ad una caviglia, i rapporti con certe versioni popolari francesi (ma presenti anche nel nostro paese)della notissima fiaba di Cappuccetto Rosso.

A cura di Walter Fochesato, esperto di letteratura per l'infanzia, Rivista Andersen, Accademia di Belle Arti di Macerata.

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