Come nasce il "tic"?

 

Mio figlio ha sei anni e spesso soffre di un curioso tic: strizza gli occhi e tende a contrarre l'angolo della bocca. Come nasce? E come bisogna comportarsi?

Un papà"apprensivo"

I tic sono più frequenti nei maschi, in particolare nell'età in cui inizia la scuola elementare. Nei bimbi spesso l'ansia viene invece "gestita" sotto forma di ammiccamenti, sospiri, strani versi con la bocca o magari qualche colpo di tosse apparentemente inspiegabile. Secondo alcune teorie, pare che alla base del movimento involontario scelto ci sia il tipo di ansia.

E così contrarre l'angolo della bocca oppure sollevare il mento può indicare la difficoltà di parlare con gli altri, e di voler nascondere qualcosa, ammiccare una palpebra fino a chiudere del tutto un occhio potrebbe invece indicare di non voler vedere una determinata situazione, ad esempio un litigio in casa. Infine inarcare le spalle segnala quasi sempre un forte disinteresse verso quanto sta avvenendo. Per fronteggiare la situazione, non occorrono punizioni e reprimende, ma soprattutto distrazione e forza di volontà da parte del piccolo. Quando il bambino pensa ad altro, gioca e si diverte, i tic spariscono anche per diverse ore.

Lo stesso accade quando il suo autocontrollo si concentra sul movimento che lo infastidisce. Ad esempio a scuola, durante il colloquio con gli amici e la maestra, il bambino può arrivare ad "annullare" temporaneamente la contrazione muscolare. Del tutto sbagliati sono invece il rimprovero o peggio, la presa in giro. Il tic è una reazione d'ansia, e quindi questi movimenti non sono altro che un mezzo autonomo del corpo per scaricare la tensione. Rimproveri e proibizioni non fanno altro che accrescere lo stato di stress, e quindi rendono il tic più intenso.

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