Un grande consiglio...

 

Buongiorno,

sono la mamma di tre figlie; le prime due dolcissime, ubbidienti e sempre allegre oserei dire quasi finte!!! ( una di 11 e l'altra di 9 anni ). Quindici mesi fa è arrivata Nadia una vera peste!! Il problema che le vorrei esporre è che ha un'aggressività esagerata soprattutto per la sua tenere età..........fa i capricci per ogni cosa, tipo no al bavaglino, no ai calzini, no alle scarpe .... per la pappa deve mangiare da sola etc... urla, si dispera, si butta all'indietro fino a battere la testa. La lascio a terra e faccio l'indifferente fino a quando viene a chiedermi le coccole che ovviamente le dò.

Ho provato, in quei momenti d'ira, di tenerla stretta a me cercando di tranqullizzarla, si agita ed urla,sembra posseduta...Poi si ferma e si ciuccia il dito. E' anche molto manesca, se non si fa quello che in quel momento lei sta pensando, spesso alza le mani con tutti.... le tengo le mani dicendole con fermezza che non si fa perchè fa male, provo a piangere, se l'ho in braccio la metto a terra e si dà inizio alle danze!!! Ho sempre creduto di essere una brava educatrice ma ora non lo credo più!!!!!!

Tiziana

La descrizione della differenza di atteggiamento tra le sue figlie ci ripropone quanto ogni bambino sia un essere unico e irripetibile e affronti le esperienze della quotidianità con il proprio atteggiamento, che rende più o meno difficile l'adattamento allo svolgimento "normale" della giornata. Inoltre alcuni aspetti oppositivi e la necessità forte di autonomia sembrano anticipare la "fase dei no" dei due anni, nella quale i contrasti possono scatenare violente reazioni, perché il bambino ha bisogno di affermare se stesso.

Del resto l'intensità delle emozioni nei primi anni di vita è molto elevata; la rabbia è proprio feroce e viene sfogata o su gli altri o su di sé: i gesti aggressivi vanno arginati. Come adulti è prezioso non spaventarsi e mantenere un'attenta partecipazione al vissuto del bambino, anche con una distanza fisica, come sembra opportuno in questo caso, ma in condizioni di sicurezza, per cui è preferibile che il lasciare a terra avvenga su tappeti o cuscini. Passata la tempesta, accanto alle coccole sarebbe importante riprendere l'accaduto cercando di prospettare al bambino che quanto gli si richiede è nel suo interesse e programmando con chiarezza lo svolgimento di un momento analogo. Quindi è fondamentale individuare gli aspetti irrinunciabili per la salvaguardia del bambino e la sua educazione e gli aspetti modificabili con opportuni accorgimenti: ad esempio mangiare da soli, anche senza bavaglino, è possibile se gli abitini poi vanno cambiati.

Di base è necessario mantenere fiducia nelle possibilità di crescita del bambino e nelle nostre di saper discrezionalmente esercitare fermezza e pazienza in un atmosfera di sicurezza affettiva per sostenerlo nel suo percorso.

Pia Massaglia, già Professore Associato di Neuropsichiatria Infantile, Università degli Studi di Torino, Psicoterapeuta Psicoanalitica dell'Infanzia e dell'Adolescenza (A.S.A.R.N.I.A.- A.P.P.I.A.).

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