Un bambino "incontrollabile"

 

Sono un'educatrice di asilo nido. Da circa due settimane un bambino (2 anni) nella mia sezione è "incontrollabile".In breve, fatica a comprendere i miei no nel senso che, nel momento in cui gli pongo un limite, lui mi guarda ridendo o scappa (sempre con il sorrisino) per rifare l'azione per cui l'avevo ripreso. Vorrei gentilmente sapere che tipo di comportamento/atteggiamento mi consigliereste assumere in quanto la mia voce ferma e il mio tentare di fermarlo per contenerlo non sono sufficienti.

Soraia

Gentile Soraia,

dalla descrizione che fa della situazione problematica sembra emergere che il bambino stia attivando nei suoi confronti un comportamento di tipo "oppositivo" e per certi versi un po' provocatorio. Sto immaginando il bambino di cui parla e mi verrebbe da farle tante domande per comprendere meglio la situazione e il punto di vista del bambino. Ci possono essere molti motivi che spingono un bambino a comportarsi in questo modo, ovvero ad esprimersi in questo modo perché lui sta comunicando qualcosa con il suo comportamento, o forse le sta chiedendo qualcosa.

Quindi non sono in grado di darle consigli sul come comportarsi, mi viene da suggerirle di osservare con molta attenzione questo bambino, di seguirlo con lo sguardo nei suoi giochi e nelle sue relazioni con i compagni. Quando si comincia ad osservare un bambino con attenzione e cura nei suoi confronti si riesce non solo a comprendere meglio i suoi messaggi e i suoi comportamenti, ma con sorpresa si può constatare la forza benefica dello sguardo su quei comportamenti che a prima vista ci erano sembrati problematici. Spesso i bambini con i loro comportamenti un po' provocatori chiedono agli adulti un'attenzione speciale della quale hanno bisogno in quel particolare momento. I ritmi di sviluppo di un bambino di due anni sono molto accelerati, questo richiede un costante "adattamento" al cambiamento: l'affrontare il nuovo comporta sempre una dose di paura e ansietà che possono esprimersi in modi molto diversi.

Come secondo aspetto del problema che lei pone, le segnalo l'importanza dei limiti e delle regole nell'educazione dei piccoli. Per il bambino imparare a tollerare la frustrazione di non poter fare ciò che vorrebbe è un promo passo verso la fiducia nelle proprie capacità di superare le difficoltà. Il bambino di cui stiamo parlando ha bisogno di sentire che c'è un adulto più forte di lui che lo contiene e che argina la sua naturale spinta "onnipotente"? Certamente tutti i bambini fanno i conti con il bisogno di affermare se stessi per potersi individuare/differenziare ed hanno bisogno che dall'altra parte ci siano adulti attenti ad accogliere le loro spinte (a volte aggressive) di crescita e ad aiutarli ad elaborarle in modo costruttivo.

Le segnalo un testo che forse già conosce: Braga, Mauri e Tosi, Interazione e conflitto: bambini "aggressivi" e adulti in difficoltà, Edizioni Junior. Sulla rivista Bambini e Infanzia troverà inoltre articoli dedicati al tema delle regole e del ruolo dell'educatrice al Nido.

Giusi Messetti, Docente di Didattica generale Università degli Studi di Verona

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