La scoperta del corpo nella prima infanzia

 

Come comportarsi in caso di autoerotismo nella prima infanzia. Essere indifferenti,distrarre il piccolo (o piccola)e fino a quale età non preoccuparsi.

Giulio

Nella prima infanzia l'interesse per le zone erogene (che progressivamente si individuano a livello orale, anale, genitale) può esprimere sia la naturale curiosità ed esplorazione del proprio corpo, in genere transitoria, sia la ricerca di autostimolazioni piacevoli, in genere più abituale. In questo secondo caso per il bambino il significato spesso è quello di autocompagnia e/o di autoconsolazione più che di eccitazione erotica, a meno che l'ambiente non proponga un'atmosfera molto sessualizzata e/o gli adulti non indulgano in comportamenti erotizzati con il piccolo.

Di fronte alla naturale curiosità, si può cogliere l'occasione per parlare del corpo e delle sensazioni, prospettando semplici regole e confini, ad esempio tra intimo/riservato e pubblico/esposto.

Di fronte ad atteggiamenti persistenti, la proposta va modulata rispetto al bisogno: se si tratta di solitudine (o disagio/sofferenza) la vicinanza attenta e delicata può essere la miglior premessa al coinvolgimento e/o alla rassicurazione; se si tratta davvero di erotizzazione occorre una maggior conoscenza dell'ambiente di vita.

Non l'indifferenza, ma l'attenzione e la ricerca di senso, aiuta i bambini nei primi anni di vita a sviluppare atteggiamenti rispettosi di sé e degli altri.

In ogni caso una consultazione con esperti dell'età evolutiva può consentire di chiarire le perplessità degli adulti e di comprendere meglio i segnali dei bambini.

Pia Massaglia, già Professore Associato di Neuropsichiatria Infantile, Università degli Studi di Torino, Psicoterapeuta Psicoanalitica dell'Infanzia e dell'Adolescenza (A.S.A.R.N.I.A.- A.P.P.I.A.).

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