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Il mio nome è Pinocchio!

Il mio nome è Pinocchio!

Ricordiamo tutti il personaggio di Collodi e la sua propensione irrefrenabile a mentire...

...peraltro miseramente svelata dall'allungamento del naso, altra grande invenzione della penna del maestro toscano. Anche i nostri bambini, più o meno intorno ai quattro anni, possono diventare dei veri e propri "Pinocchietti" e cominciare a raccontare le bugie.

Cerchiamo di capire meglio. Prima di tutto occorre accertarsi che si tratti davvero di una bugia e non di una storia che il piccolo si è inventato nei suoi viaggi all'interno del suo mondo fantastico. Per questo, anche se alcune cose raccontate possono apparire incredibili, fate sempre in modo di ascoltare con attenzione, cercando di percepire quanto la fantasia può rivelarsi un'arma eccezionale per un bimbo. Se è vero che questi racconti non vanno certo demonizzati, ma anzi apprezzati, la situazione cambia quando la storia che il piccolo racconta nasce per coprire qualcosa che non andava fatto oppure per trovare riparo da una punizione giusta. Ecco, in questi casi la bugia, sia essa grande o piccola, va contrastata. Mamma e papà debbono parlare con calma al loro piccolo Pinocchio, facendogli capire che quando si mente occorre attendersi un castigo, castigo che a volte può anche non giungere se invece si sceglie la strada della verità. Come detto, tuttavia, occorre che i genitori si prendano tempo per parlare con il figlio e che le spiegazioni alla bugia siano offerte con la massima serenità, per evitare che il bimbo percepisca un pericoloso (e del tutto inspiegabile) calo dell'amore dei genitori nei suoi confronti.

Se sul fronte psicologico la cura contro la sindrome del mentitore è facile da trovare grazie all'attenzione che mamma e papà prestano nell'aiutare il piccolo a rendersi conto dell'inutilità e dell'effetto negativo della bugia, particolare attenzione va prestata alla prevenzione. In questo senso diventa fondamentale l'esempio. Quanto più i genitori riescono ad essere sinceri tra loro e con i figli, quanto più il piccolo cresce in un ambiente che lo allontana dal rischio di diventare un emulo del burattino di Carlo Collodi. Questo non vuol dire ovviamente che è sempre necessario comunicare tutte le questioni familiari in estrema trasparenza al bambino, che peraltro non ha nemmeno i mezzi per comprendere situazioni complesse della vita di ogni giorno. Ma solo che qualche piccola bugia che possa avere un impatto sulla vita quotidiana del piccolo e magari nasce per il quieto vivere della famiglia deve essere spiegata. Magari nel tempo!

Non dimenticate……

A volte ci sono bugie che nascono da un complesso di inferiorità del bambino e dalla sua scarsa autostima. Queste vanno inquadrate nella situazione affettiva e socioeconomica della famiglia, e vanno scoperti i meccanismi sociali e psicologici che sono alla base. Solo così si può davvero aiutare il bambino.

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