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Come leggere ai bambini

 

Linee-guida per la lettura

Le linee-guida possono essere riassunte in sei sintetici suggerimenti:

  1. Raccontare e leggere con naturalezza: ognuno deve essere se stesso.
  2. Raccontare e leggere in modo "realistico", cioè come si parla normalmente, limitando il ricorso eccessivo ai vezzeggiamenti.
  3. Usare le parole con precisione e pronunciarle con chiarezza.
  4. Far misurato ricorso a pause che "incornicino" e potenzino i contenuti.
  5. Adattare il racconto e la lettura alle esigenze e alle possibilità di attenzione e di comprensione del bambino.
  6. Collegare con coerenza nel racconto e nella lettura le parole alle illustrazioni.

Questi suggerimenti vanno considerati in un quadro di adeguata comprensione delle caratteristiche del bambino o dei bambini ai quali si racconta e si legge, comprensione che deve essere basata su un reale rispetto della loro disponibilità e delle loro reazioni, soprattutto senza mai forzarli all'ascolto.

Rispetto all'ascolto, si possono individuare tre tipi di bambini. Vi sono bambini la cui disponibilità e attenzione sono maggiori quando il racconto e la lettura sono sostenuti dalle immagini; altri, invece, sono più attratti dal suono delle parole e dal loro fluire; infine, vi sono bambini di cui si potrebbe dire che sentono con il corpo e che quindi hanno particolarmente bisogno di contatto fisico, di muoversi e agire secondo le suggestioni del momento e di quello che ascoltano.

Fermo restando che raccontare e leggere ad alta voce non deve diventare una rappresentazione teatrale, non vi è dubbio che una maggiore attenzione è ottenibile tenendo conto non solo della disponibilità ad ascoltare e a partecipare dei piccoli ascoltatori, ma anche delle loro reazioni, interagendo con le quali si contribuisce a creare uno stato d'animo, un'atmosfera emotiva che influenzeranno positivamente l'interesse dei piccoli ascoltatori.

Premessa di ogni attività di comunicazione è che chi ascolta senta bene e chiaramente la voce narrante, cosa che non sempre accade, specialmente quando i piccoli sono numerosi e irrequieti. Quindi è necessario ricorrere a continue verifiche e sollecitazioni all'attenzione, senza tuttavia che la narrazione si spezzetti fino a rendere difficile seguirla, sia per chi ascolta sia per chi racconta o legge. Naturalmente è opportuno tenere nel dovuto conto la disattenzione dei piccoli ascoltatori, nel senso che la loro capacità di attenzione è limitata e le manifestazioni di irrequietezza devono essere correttamente interpretate come un segnale che la narrazione può essere interrotta. Questo tuttavia deve accadere non bruscamente, come un segno di insofferenza o di intento punitivo, bensì con l'accortezza di sfumare in un finale provvisorio che lasci nell'uditorio l'impressione che la sospensione è soltanto una pausa e che la narrazione continuerà in un secondo tempo.

Un errore abbastanza frequente nel quale gli adulti incorrono è quello di considerare inutile raccontare e leggere ad alta voce a bambini che continuano a muoversi, allontanarsi, giocherellare, interpretando tali comportamenti come una mancanza di disponibilità all'ascolto, di disinteresse. In realtà, molto spesso i bambini con questi comportamenti non sono affatto disinteressati: una verifica può dimostrare che essi rimangono comunque sempre a una distanza utile all'ascolto e che, alla fine, hanno fruito e goduto della narrazione quanto i loro compagni rimasti tranquilli.

Una raccomandazione particolare deve essere formulata con fermezza: quella di non associare mai l'ascolto a una valutazione dei rendimenti cognitivi. Ascoltare deve essere semplicemente un piacere, non la premessa di un test su quanto il bambino ha imparato. Quindi, è opportuno, e fortemente raccomandabile a genitori ed educatori, non far seguire a un racconto o a una lettura con insistenza le classiche domande: "Come si chiama il primo pinguino che la mamma accompagna a scuola?", "Quali sono gli animali che l'orsetto segue scappando da casa?" ecc...
È anche opportuno tenere conto che una fiaba o una storia possono aver colpito la sensibilità del bambino tanto che gli è necessario un certo tempo, una pausa, per "sostenerla" interiormente e quindi lo si disturba quando si vuole immediatamente rievocarla per analizzarla e discuterne.

Non dimenticate che…

Esistono numerosi accorgimenti per rendere il raccontare e il leggere ad alta voce più attraenti, stimolanti e sopportabili per i bambini piccoli. Se ne possono ricordare tre di cui uno abbastanza ovvio, gli altri utili da sapere.

Il primo accorgimento consiste nel saltare senza esitazioni lungaggini e digressioni che rallentano il racconto, rendendolo di più difficile comprensione o eccessivamente lungo rispetto alla capacità di attenzione del bambino.

Il secondo accorgimento è quello di non forzare oltre misura la propensione a dare voci diverse ai diversi personaggi di una favola, di una storia, di un racconto. È vero che le storie per bambini offrono la possibilità a chi legge di adattare la propria voce in modo da favorire nei piccoli una maggiore comprensione (e caratterizzazione) di personaggi e situazioni. Tuttavia è anche vero che questo è utile e possibile quando i personaggi sono (vocalmente) relativamente semplici e soprattutto quando sono poco numerosi; ma quando sono molti e complessi, anche per il lettore più addestrato può risultare difficile "trovare"voci diverse, mantenendone tono e calore per tutta la narrazione, soprattutto quando il racconto è lungo, interrotto da pause, narrato in spazi e tempi diversi: in questi casi, si finisce per ingenerare nel piccolo ascoltatore soltanto difficoltà di attenzione e di comprensione. Quanto detto naturalmente non significa optare per una voce tediosamente sempre uguale, monotona, ma vuol dire cercare di renderla viva, attraente, specialmente attraverso variazioni naturali della voce che esprimano la partecipazione emotiva di chi legge.
Un terzo accorgimento riguarda le modalità con le quali si associano le illustrazioni alla narrazione. È intuitivo che le illustrazioni vanno ampiamente condivise fra chi legge e chi ascolta, ma è raccomandabile che il piccolo in ascolto ne prenda visione dopo che almeno una parte della narrazione sia stata letta. La ragione di questo accorgimento è sostenuta dal fatto che l'abitudine di passare molto tempo davanti alla televisione diminuisce nei bambini la capacità di formarsi, della realtà, immagini mentali proprie. Questo fatto, ritengono gli esperti di psicologia infantile, impoverisce in modo rilevante le capacità immaginative dei bambini tv-dipendenti, riducendone l'immaginazione del reale a forme stereotipate e riduttive. L'ascolto, invece, fornisce un fertile terreno di sviluppo della loro fantasia. Naturalmente, quando si tratta di prodotti editoriali di sole illustrazioni, vedere e raccontare (commentare) non possono che coincidere.
Infine, è da considerare il rapporto fra l'adulto che racconta e legge e i bambini che ascoltano. Per l'adulto, un fattore di interesse in una narrazione è la varietà; per il bambino piccolo la ripetitività è un elemento irrinunciabile.

Non dimenticate che...

Il bambino piccolo è un conservatore: ama risentire più volte la stessa storia e non gradisce i cambiamenti. La storia si snoda davanti ai suoi occhi non come una pellicola, una rappresentazione filmica piatta e bidimensionale della quale è semplicemente spettatore, ma come una rappresentazione tridimensionale che lo circonda e in cui egli è inserito in modo partecipe: vive con la fantasia una sequenza ''reale'' di situazioni in ambienti sovrapposti. Per cui risentire la stessa storia è come riesplorare un percorso in un ambiente via via sempre più noto.
Ritrovare certi elementi noti in un determinato racconto permette al bambino di capire dove si trova e quindi di orientarsi. Nella storia, risentire la stessa descrizione permette al bambino di ripercorrere lo stesso viaggio lungo un percorso che già conosce, di sapere che cosa sta per accadere e ciò lo tranquillizza e gli permette una escursione libera anche di fronte a situazioni emotivamente coinvolgenti.
Importante è essere consapevoli quando l'adulto racconta o legge al bambino una storia che ...

  • Incomincia con lui un viaggio straordinario.
  • Lo prende per mano e lo guida in un mondo che esplorano insieme alla scoperta di dimensioni fantastiche ben diverse dalle esperienze reali.
  • Si deve muovere alla velocità giusta, per consentire che le immagini si formino nel bambino via via, a mano a mano che vengono richiamate dalle parole dell'adulto.
  • Deve procedere senza intoppi e senza distrazioni, senza che adulto e bambino si sentano vincolati dall'ambiente reale, ma liberi in un ambito che il bambino domina con la fantasia.
  • Deve considerare paure, ansie e incomprensioni: l'adulto è lì a spiegare e rassicurare.
  • Si deve fermare, se e quando il bambino lo desidera, in particolare a ogni sua domanda.
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