Come aiutare a far emergere le "emozioni" di un bambino

La descrizione del bambino in effetti mostra capacità, sia di adattamento alle richieste del contesto sia di gestione emotiva, superiori a quanto ci aspetteremmo per età, per cui si potrebbe ipotizzare un atteggiamento eccessivamente adulto, non sostanziato da un consolidato equilibrio interiore e da un'autentica crescita. In questo caso resterebbero mascherati aspetti di difficoltà e di fragilità, che sarebbe importante invece considerare per sostenere un percorso di crescita più integrato e più stabile.

Occorre tuttavia ricordare che, rispetto all'intensità dei sentimenti negativi e alla modalità di reagire ad essi, ogni bambino nasce con proprie caratteristiche (temperamento), che sono poi modulate e/o trasformate nell'esperienza relazionale, per arrivare ad organizzare uno stile personale (carattere), in cui l'appreso prevale sull'innato. Solo nella conoscenza diretta del bambino un esperto potrebbe valutare se i suoi atteggiamenti devono o meno preoccupare, e quindi richiedere interventi, oppure vanno accolti come espressione genuina di sé.

Tra i fattori determinanti dell'esperienza relazionale in questi primi anni di vita è al primo posto il rapporto con i genitori, che rappresentano un modello fondamentale di riferimento, più con l'esempio che con le parole. Anche altri adulti, che siano vissuti come sostituti genitoriali, possono fornire apporti preziosi: in questo caso deve ancora essere tutta vissuta l'esperienza della scuola elementare, di grande sollecitazione nel riformulare aspetti di sé attraverso l'incontro con i pari e con gli insegnanti.

Per quanto riguarda le letture che possano favorire una maggiore apertura, tutto il repertorio delle fiabe classiche in genere propone, a partire da condizioni di sofferenza, di solitudine, di bisogno e/o di pericolo, un cammino costellato di prove e di rischi affrontabili con l'aiuto o la protezione di personaggi benevoli: dunque invitano ad allearsi e a cooperare, riconoscendo i propri limiti e accettando la compagnia e l'intervento altrui. Infine un'efficace descrizione di cosa succede quando tagliamo fuori aspetti importanti di noi è resa nel Visconte dimezzato di Italo Calvino.

L'augurio è quindi che il bambino possa essere il più possibile se stesso, anche se naturalmente simile alla mamma, o sia accompagnato a ritrovarsi, qualora si sia messo nei panni della mamma.