Tutti Diversi Tutti Uguali e il modello ICF-CY

L'Agenzia Europea per i Bisogni Educativi Speciali e l'istruzione inclusiva ha pubblicato nel 2014 un documento dal titolo "cinque messaggi chiave per l'educazione inclusiva", ovvero:

  • il prima possibile: l'impatto positivo della diagnosi precoce e dell'intervento, nonché di misure proattive.
  • l'educazione inclusiva è un bene per tutti: l'impatto educativo e sociale positivo dell'educazione inclusiva.
  • professionisti altamente qualificati: l'importanza di avere, in generale, professionisti altamente qualificati e in particolare tra gli insegnanti
  • sistemi di sostegno e meccanismi di finanziamento: il bisogno di sistemi di sostegno e dei relativi meccanismi di finanziamento ben consolidati.
  • dati attendibili: l'importanza dei dati, nonché vantaggi e limitazioni del loro uso.

Questi "cinque messaggi chiave per l'educazione inclusiva" hanno ispirato il gruppo di lavoro del progetto "Tutti Diversi, Tutti Uguali"e ne rappresentano le linee guida.

Il progetto ha individuato negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia del territorio veronese i contesti ideali per sperimentare un pilota formativo/operativo attraverso cui intercettare precocemente le condizioni di bisogno "speciale" offrendo un approccio analitco/educativo. Data la natura complessa dei bisogni speciali dell'infanzia anche il progetto si è sviluppato a partire da un modello interpretativo del fenomeno adeguato a gestire tale complessità e ampiamente condiviso dalla comunità scientifica: la classificazione internazionale del Funzionamento, della disabilità (ICF-CY) e della salute dell'Oms, nelle sue versioni del 2001 e del 2007.

Questi gli elementi chiave del pilota:

  • creazione di un network multidisciplinare che comprendesse tutti gli attori in gioco nell'educazione dei bambini con bisogni speciali: educatori, insegnanti, pediatri e operatori sociosanitari e specialisti;
  • coinvolgimento dei pediatri di famiglia di Verona e provincia al fine di focalizzare la loro attenzione sui nuovi orientamenti in materia di educazione speciale;
  • creazione di percorsi formativi per insegnanti e pediatri e di nuove linee guida operative utilizzabili come best practice in materia di bisogni speciali;
  • scambio di conoscenze, esperienze e buone prassi tra operatori
  • realizzazione di materiali di supporto ad hoc per tutti gli attori coinvolti e di un manuale dedicato al tema dei bisogni speciali contenente i risultati del percorso avviato.

Il Progetto pilota prende il suo avvio ufficiale nell'ottobre del 2013 con il patrocinio del Comune di Verona, Ulss 20 Verona, Università di Verona -Dipartimento di Filosofia, Pedagogia e Psicologia-, Fism Verona, Miur -Ufficio Scalastico Regionale per il Veneto, Ufficio Scolastico di Verona, FIMP-Regione Veneto-, Cesper.

L'iniziativa ha coinvolto dapprima circa 80 educatrici di nidi e scuole dell'infanzia di Verona e Provincia, quindi Pediatri di libera scelta dell'area geografica di riferimento con un percorso formativo strutturato in 4 incontri per le educatrici e in un ECM per i pediatri. Alla parte teorica/didattica in aula è seguito un workshop operativo che ha analizzato i vari casi selezionati dalle educatrici stesse ed elaborato una narrativa specifica, raccolta all'interno di una pubblicazione di prossima pubblicazione.