I vantaggi della lettura ad alta voce

Linguaggio

Una funzione peculiare degli esseri umani è il linguaggio, funzione che è in continua espansione, tanto più quanto più sono ricche le esperienze interpersonali e culturali cui ogni individuo va incontro nel corso della vita. Il linguaggio non è soltanto il mezzo attraverso il quale gli esseri umani comunicano fra loro, ma anche, come si è detto, lo strumento mediante il quale l'uomo elabora, rappresenta ed esprime la propria realtà e quella che lo circonda, costruendo entro se stesso la rete di simboli che la riflette.
Nel bambino il periodo più intenso di sviluppo del linguaggio è quello dei primi tre anni. In questo lasso di tempo in particolare, ma anche negli anni successivi, sono stati riscontrati dei momenti critici; che se vengono lasciati passare senza un'adeguata stimolazione, rendono la possibilità di sviluppare la capacità di parlare più difficile e forse meno efficace.
Naturalmente vi è una grande varietà nello sviluppo del linguaggio; per questa ragione non è utile paragonare i progressi compiuti da bambini diversi, sia pure della stessa età. Inoltre è da ricordare che lo sviluppo del linguaggio in alcuni bambini avviene in modo uniformemente continuo; in altri, per così dire, a scatti. Infine, come tutti sanno, le bambine imparano a parlare prima dei maschi. Generalmente, le bambine usano un linguaggio moderato. Con altri bambini sono impegnate soprattutto a mediare, raggiungere un compromesso sul quale basare il gioco di gruppo e stabilire un più stretto rapporto di amicizia, ricorrendo spesso a ragionamenti per convincere razionalmente i compagni di gioco. Il bambino invece tende a utilizzare il linguaggio per diventare il centro dell'attenzione, spesso lasciando poco spazio all'espressione verbale dei compagni. La tendenza è quindi verso il monologo anziché il dialogo, verso la formulazione di ordini piuttosto che la ricerca del consenso. A prescindere dalle differenze, in questo periodo bambini e bambine tendono a parlare incessantemente, disponendo di oltre 2.000 parole, utilizzando forme verbali degli adulti, partecipando a conversazioni reali o impostandone di continuo con compagni o personaggi immaginari. La tendenza, specialmente nei maschi, è di fare molte domande, soprattutto per ottenere dall'adulto (la mamma, il papà o altri) una conversazione. In questo periodo, soprattutto intorno ai 4 anni, il bambino è felice di inventare parole buffe che fanno ridere i grandi e di usare spesso anche parole un po' sconvenienti, prevalentemente riferite alle sue funzioni fisiologiche. Verso i 5 anni l'interesse verso il mondo reale si fa più autentico e il flusso continuo delle domande risponde a un vero bisogno di conoscere. A questa età, il linguaggio del bambino può considerarsi sostanzialmente completo.
Per lo sviluppo del linguaggio è naturalmente molto importante parlare frequentemente al bambino, per esempio, descrivendo azioni che lo riguardano (vestire, mangiare ecc.), usando sempre un linguaggio corretto, evitando di regredire al suo livello. Nella conversazione con un bambino è anche molto importante dedicargli una vera attenzione, così come introdurre nella conversazione sempre nuove parole che, se non vengono capite, devono essere spiegate. È opportuno ricordare che a questa età il bambino ama parlare con gli altri bambini e perciò è opportuno incoraggiare questa tendenza utile allo sviluppo sia del linguaggio sia dei processi di socializzazione. Premesso tutto questo, si può ben comprendere come siano soltanto indicative le indicazioni relative alle tappe che contrassegnano la comparsa e lo sviluppo della capacità di parlare dei bambini, indicazioni che tengono conto anche della capacità di "ascoltare e distinguere le voci "e i suoni che li circondano". Un calendario di massima può essere così proposto:

Non dimenticate che...

  • Già nella prima settimana di vita, generalmente il bambino distingue la voce della mamma da quella di un'altra donna; quella del padre da un altro uomo a due settimane dalla nascita.
  • Nel 1° mese, il bambino emette vagiti e gridolini, mentre verso i 2-3 mesi cominciano i primi vocalizzi: prima vengono articolate la a e la e e successivamente le altre vocali. Le prime consonanti gutturali (gh, ch) compaiono verso i 4 mesi, con i primi balbettii-gorgoglii, mentre le prime consonanti labiali (p, b, d, t) compaiono a 6 mesi. Dopo i 9 mesi, il bambino tenta di imitare le parole che sente: le prime parole significanti (mamma, papà) vengono pronunciate di solito intorno ai 12-13 mesi.
  • A 18 mesi il bambino ha in genere un vocabolario di circa 10-20 parole significanti, mentre può imitarne altre, dando avvio e una vera e propria esplosione del linguaggio; a 2 anni il bambino ha già un vocabolario di 200-400 parole; a 3 anni il suo vocabolario arriva a 900 parole, usa il plurale, può ripetere tre numeri, usa correttamente i pronomi io, tu ecc. Subito dopo i 18 mesi il bambino comincia a formulare le prime frasi di tre parole, comprendenti il verbo. A 3 anni il bambino è capace di formulare frasi costruite con articoli, verbi, congiunzioni, avverbi in successione corretta. Il linguaggio sarà completo a 5 anni.
  • A 4 anni il bambino comprende la maggior parte delle frasi che gli vengono rivolte e ne usa di 4-5 parole del tutto comprensibili.
  • Tra i 4 e i 5 anni, nel linguaggio si presentano diversità rilevanti tra bambine e bambini.