Non sovraccaricate la colonna

Quanto conta la salute delle ossa

Il corpo umano è una macchina meravigliosa. Il cuore che batte, il cervello che rileva sensazioni e dà gli ordini per il movimento, stomaco e intestino che ci consentono di assimilare i nutrienti scartando ciò che non serve, i reni che agiscono come vere e proprie “lavatrici” del sangue. E poi c’è l’apparato locomotore, fatto di ossa, tendini, muscoli, legamenti per consentirci di muovere le articolazioni. Un sistema quasi perfetto, che va preservato a protetto fin da quando si è bambini. progressivamente, nell’età pediatrica, le ossa si allungano armoniosamente e con esse il corpo. Ma è soprattutto sulla colonna vertebrale che occorre porre la massima attenzione, considerando che è quella che ci consente di mantenere la posizione eretta e che si deve “piegare” ad ogni sollecitazione. Sempre più la schiena dei bambini è sottoposta ad una serie di stimoli che non sempre sono positivi. Pensate solamente a questo periodo, con la ripresa delle scuole e la necessità di portare pesi che a volte sembrano “spezzare” la spina dorsale dei più piccoli. Come dobbiamo comportarci? Ecco tutte le risposte.

Cosa fare

Guardate spesso la schiena del piccolo. E cercate di correggere, assieme al pediatra, eventuali atteggiamenti viziati della colonna vertebrale. Il segnale d’allarme viene dall’osservazione della posizione tendenzialmente curva, perché il bimbo non riesce a mantenere la posizione eretta del tronco e delle spalle, sia quando è seduto che quando è in piedi. Si tratta di un atteggiamento, che in base alla curvatura che assume la schiena può essere definito cifosi o lordosi, che non ha le caratteristiche di una vera e propria malattia. ed è una condizione diversa dalla classica scoliosi, che richiede invece un trattamento mirato. Occorre intervenire prima possibile se il piccolo comincia a stare con la schiena non esattamente diritta, soprattutto abituandolo a mantenere i giusti atteggiamenti. Non per nulla gli esperti parlano proprio di una vera e propria rieducazione motoria, che passa attraverso il consigli del pediatra, e di una ginnastica appropriata. Ma occorre anche ricordare che non bisogna “medicalizzare” queste situazioni, consentendo al bambino di correre, giocare, muoversi come preferisce.