“Voglio andare in acqua!”

Caldo. Vacanza al mare. Il bambino reclama il suo tuffo, dopo il pranzo. E la mamma non può esimersi dalla più classica e comune raccomandazione di stagione: “non fare il bagno dopo mangiato.

Devi aspettare tre ore”.

Lasciamo anche la variabile due ore per le mamme più comprensive, ma a prescindere dalle scelte soggettive, che magari nascono dalle indicazioni della nonna, come bisogna comportarsi? Tempo fa, uno studio condotto all’Università di New York ha provato a cambiare le carte in tavola. Secondo i ricercatori americani, nuotare subito dopo mangiato non aumenta il rischio di annegamento, a meno che non ci siano di mezzo delle bevande alcoliche (per i bambini, ovviamente, non se ne parla!).  Qualche consiglio pratico comunque può essere d’aiuto. Prima di tutto evitate di stare al mare dopo mangiato oppure usate cautela: evitate pasti copiosi o ricchi di grassi, sughi e vino che richiedono anche varie ore di digestione.

Se mangiate uno snack leggero, un frutto o un panino le supposte ridistribuzioni del volume sanguigno non richiedono particolari cautele. Ovviamente si dovrebbe usare il buon senso e non usare formule assolute. Se la temperatura dell’acqua è fredda poi, non ci si tuffa accaldati. 

La cosa più importante è che l'immersione in acqua sia graduale. Bisogna entrare lentamente in acqua bagnandosi il viso con l’acqua nella quale ci si immerge, il torace, l’addome quando ancora l’acqua è bassa, in modo da poter tornare a riva immediatamente qualora si avvertisse un malessere. Inoltre  bisogna evitare i tuffi da accaldati, non tanto per il rischio di congestione ma più per quello di svenimenti.