Adottare un figlio in età prescolare: sarò all'altezza? Consigli utili per i genitori

L’età prescolare è una delicata fase della vita, in cui i bambini hanno bisogno di essere riconosciuti...

di sentire l'appartenenza ad un nucleo familiare, di sperimentare una presenza continua e coerente dell'adulto, di scoprire il mondo circostante e di scoprirsi come identità a sé stante, di essere visti e riconosciuti come meritevoli di amore. Tutto ciò si amplifica quando un bambino porta dentro di sé il peso di un abbandono e spesso non si sente degno di amore e di affetto. In questa fase evolutiva è l'amore che lo nutre e lo rassicura, dandogli la possibilità di crescere emotivamente, socialmente e cognitivamente. I genitori adottivi dovranno essere quindi in grado di vedere e rispondere a tutti questi bisogni. Il sostantivo latino adoptio, da cui ha origine la parola adottare, richiama la metafora dell'innesto, dove attraverso l'introduzione di una parte in un'altra esse si congiungono e si uniscono armonicamente senza perdere le loro caratteristiche specifiche. L'adozione è un processo di innesto, da una parte c'è un bambino che nasce in una famiglia dalla quale sarà separato, per entrare in un'altra famiglia che lo aiuterà a crescere, da un'altra parte c'è una coppia che sta imparando ad aprirsi all'idea di accogliere un figlio con il quale non vi è un legame biologico, le due parti nell'innesto daranno vita ad una relazione unica.

Ma come gestire il nuovo arrivato? Alcuni consigli utili per i genitori:

1)Accogliere!

L'adozione in qualche modo somiglia più ad un processo di innamoramento che generativo: il bambino e l'adulto si incontrano sulla base di reciproci bisogni e sul desiderio di trovare delle intese profonde. In questa fase dare la possibilità al figlio di conoscere i genitori e darsi la possibilità di conoscere realmente il figlio e viceversa, può nascere un progetto d'amore, che porterà la coppia ed il bambino a diventare, da sconosciuti, famiglia. In questo viaggio oltre ai molti momenti di gioia, i genitori saranno chiamati a riconoscere ed affrontare la loro sofferenza, solo cosi potranno accogliere anche il dolore del figlio e di sostenerne il peso. È una condizione indispensabile, in cui potrà cominciare ad instaurarsi un rapporto di fiducia nel quale fidarsi ed affidarsi.

2)Sostenere il figlio nella ricerca delle proprie origini e nella costruzione della sua identità

Il processo adottivo può essere metaforicamente associato alla realizzazione di un ponte, questo non si può costruire se non partendo contemporaneamente da due punti di appoggio che si saldano in un punto di incontro. Allo stesso modo, la nuova storia che sta per cominciare va a saldare le storie vissute prima. Il bambino adottato sente il dolore di un vuoto affettivo. Dargli la possibilità di riempire quel vuoto, sostenendolo in un viaggio a ritroso nelle sue origini, significa aiutarlo ad acquisire un'identità personale e sociale. Il viaggio a ritroso lo aiuterà a trovare un senso fondamentale di una connessione tra presente e passato.

3)Riconoscere e rispondere ai bisogni del bambino

I bambini adottati spesso hanno vissuto in ambienti dove la cura e la responsività ai propri bisogni è stata trascurata. Il ruolo cruciale dei genitori adottivi sarà quello di riparare a queste mancanze attraverso una spiccata prontezza nel decodificare i segnali dei bambini e dargli una risposta tempestiva ed adeguata. È fondamentale costruire una relazione di cura in grado di rispondere ai loro bisogni di protezione, conforto e calore. Uno degli obiettivi che dovrebbe porsi l'adulto è far sentire al bambino che può contare su figure che sanno rispondere in modo sensibile alle sue necessità.

4) Costruire un sistema di fiducia

È importante individuare alcune strategie che aiutino il bambino a costruire una relazione di fiducia. Si può partire da semplici attività quotidiane come stabilire routines riguardanti i pasti, gli orari legati al risveglio o al sonno, può essere utile gestire le separazioni con attenzione, preferibilmente con una comunicazione aperta sui tempi del distacco e del ricongiungimento. In questo modo lo si aiuta a "pensare di avere fiducia". Può essere utile fare delle attività insieme per rafforzare l'idea di imparare qualcosa insieme a qualcun altro. Condividere porterà allo sviluppo di un senso di sicurezza nei confronti dell'adulto.

4)Coinvolgere i nonni e la famiglia allargata nel processo adottivo

I nonni sono una risorsa insostituibile, e sono direttamente coinvolti nel processo adottivo. A loro tocca accogliere in nuovo arrivato e riconoscerlo come continuatore della storia familiare. Il bambino attraverso i nonni avrà la possibilità di appropriarsi della storia della famiglia ed il legame che si verrà a creare tra loro sarà cruciale nel processo di integrazione nel nucleo familiare. I nonni sono preziosi anche per i genitori, in quanto forniscono un supporto alla coppia sia sul piano emotivo che su quello organizzativo e materiale.

A cura della Dott.ssa Francesca Sena, Psicologa-Psicoterapeuta Sistemico-relazionale, Specialista in Psicologia evolutiva, Esperta in psicoterapia di coppia e familiare