Chi disobbedisce sempre fallisce?

Il bimbo impara ad obbedire verso i 7-8 mesi. Poi, nel periodo immediatamente successivo...

comincia a comprendere i via libera e i dinieghi dei genitori. Mediamente, una volta passato l'anno di vita, il piccolo assume la capacità di scelta e "decide" se rispondere positivamente agli ordini dei genitori oppure scegliere una soluzione diversa da quella da loro proposta.

Anche nella disobbedienza, in ogni caso, ci sono aspetti positivi. Mamma e papà non debbono sempre prendersela quindi se il bimbo, sia pure raramente fa di testa sua contravvenendo alle loro indicazioni. Secondo le teorie della psicoanalista René A. Spitz, infatti, la capacità di dire no compare verso i due anni e può essere vista come una tappa fondamentale nello sviluppo della maturità del bimbo. La negazione a un comando dei genitori, quindi, va interpretata come una conquista della propria autonomia da parte del piccolo, che con il "no" ribadisce la propria volontà e le sue potenzialità di affermarsi. Ovviamente, la disobbedienza assume caratteristiche diverse con il crescere dell'età. Se all'inizio è solamente una sorta di negazione immotivata, che tanto può infastidire mamma e papà, poi diventa una reazione motivata agli ordini che non si ritengono giusti.

"In medio stat virtus", dicevano i latini. Questa regola si presta benissimo anche alle dinamiche dell'obbedienza e della disobbedienza: la prima deve essere sempre promossa dai genitori e la seconda va fondamentalmente controllata. Ciò che conta, in ogni caso, è che questi due processi si sviluppino all'interno di un ambiente familiare che preveda il massimo accordo dei genitori sul progetto educativo ottimale per il bambino, oltre che una situazione di benessere e di assenza di conflitti. Fatta queste necessaria precisazione, gli psicologi indicano linee di comportamento sicuramente utili in caso di disobbedienza. Non hanno significato innanzitutto le punizioni eccessive, specie se giungono a distanza di tempo dall'eventuale negazione. Meglio invece impostare il rapporto sull'onestà e sul rispetto dei ruoli. Al bambino bisogna proporre richieste di obbedienza precise e ragionevoli, che rispettino le sue esigente: è sempre importante chiedere l'opinione del piccolo e renderlo partecipe della scelta che sta facendo, pur se "imposta" dai genitori. L'errore più grave è considerarlo solo un soggetto passivo da costringere alle scelte.

Non dimenticate che…

La disobbedienza spesso nasce dai rapporti interfamiliari. Il bambino eccessivamente riottoso ad obbedire può essere quindi una conseguenza di queste situazioni. Mamma e papà in alcuni casi debbono "autoeducarsi" e controllare al meglio i propri comportamenti per essere autorevoli e non autoritari.