Fammi imparare con un riposino!

Il cervello, a tutte le età, ha bisogno della pennichella per fare “pulizia” delle informazioni che riceve...

nel corso delle ore e far ripartire i nuovi collegamenti tra le cellule nervose. Nel bambino, peraltro, il sonnellino diventa uno strumento ancor più importante per incorporare nuove acquisizioni, catalogarle al meglio e iniziare quelle fasi di riconoscimento che aiutano la parola e la memoria. A dirlo è una ricerca condotta all'Istituto Max Planck di Lipsia, pubblicata su Nature Communications, che in pratica dice come i piccoli tra i 9 e i 16 mesi riescano a ricordare meglio il nome degli oggetti che hanno imparato a conoscere durante la fase di veglia se, alla fine della seduta di "apprendimento", riescono a fare un breve riposino. Quando vi fermate a raccontare ai piccoli, quindi, date loro modo di far sedimentare quanto state proponendo con le vostre parole. E utilizzate nel parlare anche collegamenti diretti con gli oggetti che loro possono vedere con i loro occhi, collegandoli con le vostre parole grazie alle indicazioni che offrite. E' davvero una bella abitudine raccontare. Se dopo queste narrazioni "istruttive" c'è anche spazio per un breve sonnellino, il risultato per la loro crescita psicologica sarà ancor più efficace. Come a dire, in sintesi, che è meglio abituare i piccoli a riposare anche quando magari vi sembra che non abbiano sonno e vorreste godervi ancora i vostri frugoletti. Per loro, le braccia di Morfeo sono un utilissimo strumento per avere il meglio della capacità di immagazzinare informazioni".