Il racconto supera le barriere sociali dei bambini

La strategia della narrazione come strumento per migliorare le potenzialità di sviluppo psicofisico...

che vivono in aree povere o comunque non hanno alle spalle famiglie in grado di sostenere la loro crescita. Qualche anno fa, a provare quanto sia vera questa affermazione, era stata una ricerca americana. Secondo lo studio, un bambino che vive in una famiglia disagiata ascolta mediamente in un'ora 616 parole, sente 5 affermazioni e riceve 11 proibizioni. Se l'ambiente familiare è migliore, le parole ascoltate in un'ora quadruplicano offrendo maggiori stimoli, le affermazioni sono 9 volte più numerose e le proibizioni si dimezzano, forse per il fatto che i tanti "perché" dei più piccoli ottengono risposte esaurienti. Ora a questa indagine storica si affianca un altro studio che dimostra come già a un anno e messo d'età comincino a manifestarsi le differenti capacità cognitive legate allo sviluppo nei più piccoli.

Ovvero, chi nasce in un ambiente più povero sotto l'aspetto sociale ed economico appare meno dotato rispetto ai coetanei. La ricerca ha preso in esame 48 piccoli di un anno e mezzo, rivalutando poi le loro performances cognitive dopo sei mesi, ed è stata pubblicata su Developmental Science. Gli studiosi dell'Università di Stanford, autori dello studio, hanno visto che mostrando cartelli che riportavano animali o oggetti comuni i piccoli che avevano un maggior livello socio-economico impiegavano meno tempo nel riconoscere quanto raffigurato. Le differenze, poi, si ampliavano ancora nel periodo successivo. Il racconto ad alta voce può essere un'efficace contromisura per ridurre queste discrepanze, aiutando i bambini economicamente e socialmente meno fortunati a sviluppare al meglio le loro potenzialità!