La favola di Natale del sedano ribelle

“Quando eravamo in tanti, come ci divertivamo”...

Non riusciva a trattenere le lacrime, il gambo di sedano, pensando ai tanti amici con cui aveva giocato nel comparto verdure del frigorifero. E così bagnava la base trasparente di quel contenitore che da tanto, troppo tempo gli faceva da specchio.

Era arrivato fresco e giovane, dopo una breve permanenza sul banco del mercato da cui l'aveva raccolto una mamma che portava per mano due bambini, uno di tre e uno di cinque anni. Li sentiva ancora quando, di fronte a quell'omone che stava dietro il banco, dicevano: "ma chissà a cosa serve quello strano gambo mamma? Come lo cucini?". La mamma, tenendoli per mano, raccontava loro quanti miracoli in cucina poteva far quel gambo carnoso e dalle diverse tonalità di verde. Marco, il più grande dei due, aveva voluto portarlo a casa in una busta riservata, senza mescolarlo con le altre verdure che il gambo di sedano aveva conosciuto sul banco.

Avevano parlato tanto, stando vicino, con le sue amiche carote e la sera, quando l'omone li metteva assieme nel grande frigo per conservarli meglio, il gambo di sedano amava accoccolarsi tra le larghe foglie di due lattughe, che erano ben felici di accoglierlo. E poi, quanti scherzi con i rossi pomodori, quante battute con quelle ciarliere delle foglie di prezzemolo che si infilavano ovunque e come tutti insieme prendevano in giro le austere patate di montagna, che volevano sempre fare gruppo a sé, formando una vera e propria famiglia con le più grandi che proteggevano le più piccole.

Da quando era entrato in quella busta, il sedano aveva detto ciao a tanti amici. Alcuni li aveva poi ritrovati nel frigorifero. Ma in pochi giorni se n'erano andati, chi per una ricca insalata multicolore, chi per diventare solo la decorazione di un piatto, chi per diventare, tagliato a fette precise, l'ingrediente principe di un ricco pinzimonio. Anche i rapanelli rossi, che da soli riuscivano a creare una grande confusione nello scomparto vegetali del frigo tanto erano rumorosi e ciarlieri, avevano presto la strada della cucina.

In poco tempo, l'umore del gambo di sedano era cambiato. Non aveva più voglia di giocare, non riusciva a parlare con nessuno e nemmeno faceva quegli esercizi di ginnastica che lo tenevano giovane ed elastico. Il suo umore, così come il suo corpo, si rinsecchiva e diventava sempre più solitario. Più di una volta si era trovato a parlare da solo, convinto di avere vicino le amiche carote che invece erano finite ben rosolate al burro, per riempire il pancino di Marco, Fausto, della mamma e del papà.

Un giorno, lo aveva capito sbirciando sul Calendario dell'avvento che riusciva a vedere ogni volta che si apriva il frigorifero, il sedano si svegliò di buon umore. Era il 24 dicembre. "Strano, sta succedendo qualcosa - pensò". Non aveva mai visto mamma e papà indaffarati insieme a giocare e scherzare con i loro bambini, a raccontare loro storie fantastiche di cui riusciva a percepire solo qualche parola dietro quel muro bianco che lo divideva dal mondo. E soprattutto aveva visto sbucare dal nulla, nella sala a fianco, un albero tutto colorato e decorato con palline e dolciumi. "Cosa sta accadendo? Pensò": e subito si sentì punzecchiare la schiena. Mai come quella volta la puntura gli fece piacere. Erano arrivati in gran numero i carciofi, e con loro anche carote, insalata e tanti altri amici con cui giocare. Il sedano cominciò a fare stretching, per essere pronto a mettersi in gioco con loro. Tutti insieme cantavano, gridavano, scherzavano, qualcuno addirittura propose di giocare a nascondino in quel comparto dedicato ai vegetali, finalmente tutti assieme.

Poi il frigo si aprì. Tutti insieme, per una volta, si avvicinavano alla cucina. Il sedano era felice, finalmente aveva trovato il suo posto nel mondo. Non si fermò di cantare, sulle note dell'olio extravergine d'oliva, neppure quando era in minuscoli pezzetti con le cipolle e quell'antipatico (ma non per colpa sua, così lo dipingevano gli altri) dello scalogno si ritrovava con lui nella pentola a sfrigolare.

Era il pomeriggio del 24 dicembre, tutti si stavano preparando per la cena di Natale. Anche lui, insieme a tanti amici. E finalmente era felice!

Papà Federico