Mamma, ecco perchè gli devi cantare qualcosa

Mamma, ecco perchè gli devi cantare qualcosa

Scegliete la melodia che più vi piace, a patto che il volume sia ad un livello accettabile e che i ritmi non siano forsennati. O, se volete, cantate le vecchie filastrocche di quando eravate bambine.

E’ questo il consiglio per le mamme, che dovrebbero iniziare ad “adattare” il futuro bebè alle sette note ancor prima che venga al mondo. Pensate infatti che ci sono studi capaci di dimostrare che la musica viene appresa precocemente e spontaneamente, ancor prima della nascita. Sin dal sesto-settimo mese di gravidanza il feto raccoglie stimoli percettivi provenienti dall'ambiente esterno attraverso l'udito e l'olfatto ed è in grado di distinguere la voce materna da quella di un'altra donna. E se la mamma canta qualcosa, anche se non è propriamente stonata, il suono della sua voce diventa uno strumento di legame ancor più forte che la creatura che sta crescendo in grembo. Soprattutto, se abituate il piccolo alle melodie aiuterete anche lo sviluppo delle sue competenze future perché si verifica un vero e proprio “trasferimento” delle abilità specifiche apprese musicalmente alle altre funzioni cognitive di base necessarie per svolgere altri compiti, ad esempio leggere. Insomma, non pensate solamente alle possibili “stecche” di esecuzioni non proprio di alto livello. Pensate solo che, in base ad una ricerca condotta all’Università McGill di Montreal pubblicata sulla rivista dell’Accademia delle Scienze americana Pnas, quando la mamma canticchi una filastrocca o accompagna il piccolo al sonno con una ninna nanna su misura si stimolano aree cerebrali specifiche e si migliora la capacità di apprendere. La canzone, quindi, diventa una sorta di “motore” positivo per apprendere, capace di attivare il centro della ricompensa del cervello. Stonati o meno, quindi, datevi da fare cari genitori. Una canzone lo aiuterà a crescere!