Racconta. E tienilo stretto a te!

“Vogliamo stare vicini vicini”. Sembra di rivedere gli animaletti che si stringono l’uno all’altro nelle clip...

di "Striscia la notizia" quando si pensa al rapporto di affetto e di prossimità fisica che lega la mamma e il neonato. Se con la tua voce puoi davvero trasmettere l'emozione del racconto ed aiutarlo a crescere, con il contatto fisico si possono fare miracoli, perché il corpo materno può davvero diventare una sorgente di benessere per il piccolo. Anche e soprattutto se è venuto al mondo in anticipo sulla tabella di marcia. I vantaggi di questa semplice misura, facile da portare avanti e quasi naturale visto il legame che esiste tra madre e figlio, sono davvero impressionanti, tanto da far pensare che un rapporto "pelle a pelle" tra mamma e bambino, specie se accompagnato da parole dolci che stimolano lo sviluppo psicologico, possa dimostrare i suoi effetti anche a diversi anni di distanza.

A dimostrarlo è una ricerca condotta da Ruth Feldman, dell'Università Bar-Ilan, apparsa su Biological Psychiatry. Gli scienziati hanno seguito per periodi prolungati un gruppo di madri e i loro figli prematuri, giungendo alla conclusione che il contatto fisico madre-neonato rappresenta un sistema davvero utile ed efficace per migliorare le condizioni psicofisiche del piccolo, anche a distanza di anni. Per la mamma, ciò che conta è quindi imparare ad offrire calore: sia quello che nasce dal proprio corpo, sia quello che viene dalla narrazione e dalla possibilità di aiutare il piccolo a crescere sentendo da vicino la voce di chi gli vuol bene.