Ricordati che mi ricordo!

“Quando mi culli tra le tue braccia e mi racconti una favola, io ti ascolto: e mi ricordo di quanto è bello”...

Potrebbe essere questo il discorso di un piccolo che si esprime solo a vagiti perché anche in tenerissima età si possono avere esperienze che rimangono nella memoria. Soprattutto se queste situazioni creano stress. Per questo, è sempre meglio avere un rapporto dolce e intimo con il bebè, al fine di evitargli possibili tensioni che permangono nella sua sfera emotiva.

A dimostrare quanto questo sia vero, almeno a partire dai quattro mesi di vita, è una ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista Plos One e condotta presso l'Istituto Eugenio Medea di Bosisio Parini (Lecco), in collaborazione con l'Università di Harvard. Per dimostrare che anche i piccoli possono ricordare, gli studiosi hanno utilizzato una particolare procedura, chiamata "Face to Face still-Face", in grado di creare per il bimbo una condizione stressante.La mamma, in pratica, guarda il neonato senza alcuna espressione, non comunicando con lui. In pratica, si isola rispetto al piccolo e questo crea tensione emotiva nel bimbo, con incremento dei classi ormoni che si producono in caso di stress. E lui conserva il ricordo della brutta esperienza.

Per tutti questi motivi, meglio non creare emozioni che diano un senso di distacco ai nostri piccoli. Per loro, sentirsi più vicini a mamma e papà è davvero una chiave per una crescita serena, pur se non lo esprimono a parole. Se poi riuscite a raccontare dolcemente una fiaba, mimando le espressioni dei protagonisti con il vostro viso, avrete creato quel "filo" diretto che permetterà al piccolo di sentirsi davvero sereno. E magari - questo la scienza non lo dice - di ricordare questa sensazione positiva. Magari senza comunicarvelo… Ma con le voce che viene dal cuore!